firmate nostra petizione: 


“NO” AL NUOVO ELETTRODOTTO   attraverso

LA VAL DI CHIANA,     LA VALDAMBRA, IL CHIANTI E IL VALDARNO SUPERIORE  

FIRMIAMO E FERMIAMO L’ENNESIMO SCEMPIO AMBIENTALE E SOCIO-   ECONOMICO AD OPERA DELLA MULTINAZIONALE TERNA

PETIZIONE

all’Assessore all'Ambiente della Regione toscana e Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del Mare 

Premesso: 

    che nella Costituzione l’art.9 recita: “La Repubblica ….Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.”

    che il progetto del nuovo elettrodotto da 380kv e in parallelo da 132 Kv con piloni alti 50 metri da Cavriglia a Monte San Savino danneggerebbe in maniera permanente un paesaggio di colline boscate e di particolare bellezza , la salute e l’economia locale

        che non è stata data sufficiente informazione ai cittadini e agli enti locali per permettere una valutazione condivisa

    che il progetto di Terna è di portata nazionale e non locale e, quindi, non è in alcun modo finalizzato alle esigenze energetiche reali ed a lungo termine della zona, che anzi, basa una parte crescente della sua economia, sulla valorizzazione delle risorse ambientali e paesaggistiche del territorio.

    che il tracciato in questione, investe territori caratterizzati da terreni  collinari boscati e agricoli, privi di infrastrutture impattanti

 

I firmatari evidenziano:

 

    che la necessità di realizzare il nuovo elettrodotto non è stata sufficientemente motivata.

    che è stato scelto un percorso di ben 20 Km più lungo del necessario e che se realizzato avrá un impatto disastroso sul paesaggio, sull’ambiente, sulla salute e sull’economia locale.

    che Terna e le amministrazioni locali non hanno informato a sufficienza la popolazione su un progetto che avrà conseguenze pesanti sul futuro della zona.

    che Terna nonostante i pareri negativi o critici da parte del Corpo Forestale dello Stato, delle Province di Arezzo e Siena, del Consiglio Comunale di Montevarchi e le richieste di giustificazioni e integrazioni da parte della Regione Toscana, insiste nel riproporre il tracciato collinare con varianti minori che non diminuiscono l’impatto  e lo sfregio al paesaggio, alla salute e all’economia locale.

 

I firmatari chiedono:

    che venga riesaminato tutto il progetto di razionalizzazione della rete elettrica di Arezzo

    che venga aperta una inchiesta pubblica per la consultazione sul progetto, ai sensi dell’art. 24 del Dlgs 152/2006

    ai consigli dei comuni interessati di promuovere un referendum consultivo come previsto dai regolamenti comunali.

     ai consigli dei comuni di verificare la compatibilità della realizzazione dell’elettrodotto con i vigenti strumenti di governo del territorio: comunali  (piani strutturali e regolamenti urbanistici), provinciali (piano territoriale di coordinamento provinciale) e regionali (piano di indirizzo territoriale) e con la politica di tutela ambientale che ha generato i contenuti dei suddetti strumenti

    di respingere il progetto presentato dalla multinazionale Terna, comprese le integrazioni del 28 marzo 2011, e chiedono la vera razionalizzazione degli elettrodotti aretini attraverso la ristrutturazione delle linee esistenti (opzione zero) e presenti sul territorio da oltre quarant’anni con l’interramento di tutte le linee nei punti critici.

         

 

 



 

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L’ambiente, con tutte le sue peculiarità naturali ed umane non può sopportare di essere sempre sacrificato in nome di un rinnovo tecnologico che non si dimostri indispensabile e che risulti inutilmente dispendioso. “ 

 

The environment, with all it’s natural and man made features, cannot withstand the increasing threat from technological advances that do not prove to be indispensible and are unnecessarily costly..